Area sacra di Largo Argentina: demolizioni

Le demolizioni del quartiere compreso tra le Vie del Teatro Argentina e Corso Vittorio avvenute negli anni compresi tra il 1926 ed il '29 riportarono alla luce una delle più preziose reliquie della Roma repubblicana: una vasta piazza lastricata in cui sono inclusi quattro templi.
Precedentemente agli scavi erano visibili tracce di questo complesso archeologico nella Chiesa di San Nicola de'Cesarini e nel cortile annesso.

I lavori avviati nel '26 per la costruzione di un nuovo isolato che doveva sorgere su via di Torre Argentina, mostrarono ritrovamenti insperati e molto interessanti. Si procedette nel '27 allo spianamento di tutta la zona, sospendendo la costruzione edilizia prevista. Non appena vennero alla luce i resti di tutti i templi sotterranei ignorati, si procedette al recupero e alla valorizzazione di tutta l'area divenuta ormai di preminente interesse archeologico.
L'area fu inaugurata il 21 aprile 1929 dall'allora capo del Governo Benito Mussolini, e da allora la sua sistemazione non ha subìto modifiche di rilievo.
E' da notare che la denominazione "Argentina", con cui è nota l'area archeologica, deriva da Argentoratum, l'attuale Strasburgo, patria di Giovanni Burkardo, cerimoniere di Alessandro VI Borgia, chiamato anche vescovo Argentino: questi chiamò Argentina la torre inclusa nel suo palazzo di via del Sudario in prossimità  dell'area sacra.